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RIFIUTI / COMPOST E SACCHETTO DI CARTA: COSì SI REALIZZA L’ECONOMIA CIRCOLARE

14 giugno 2017
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Il processo spesso teorico, e tante volte solo di enunciazione, dell’economia circolare può e deve diventare realtà, cambiando la prospettiva e l’approccio, il paradigma. Ma questa rivoluzione, che tarda nella politica, già sta accadendo nel Paese grazie all’iniziativa e all’innovazione di alcune aziende italiane come quella audita questa mattina in Commissione Ambiente al Senato.

In Commissione sono stati auditi Davide Lolli presidente e amministratore delegato di SUMUS italia srl e Roberto Romiti, responsabile relazioni pubbliche dell’azienda.

Quello che il MoVimento 5 Stelle sostiene da sempre è che bisogna assolutamente dare maggior valore al compost di qualità: una ricchezza a cui bisogna dare un valore, anche commerciale, incentivandone l’uso per l’agricoltura biologica, contro l’avanzare della desertificazione dei nostri territori, per le bonifiche. Non dimentichiamolo: un buon compost è portatore di una grande quantità di acqua e ricco di sostanze vitali.

È un materiale importante in fase di bonifica: attualmente le bonifiche, laddove vengono effettivamente effettuate, avvengono ancora per un 50% tramite scavo e trasporto dei materiali in discariche speciali, ma è il metodo più costoso e impattante. Ebbene, è possibile invece effettuare le bonifiche in loco utilizzando compost di qualità che diventa quindi di primaria importanza.

L’azienda ha parlato del suo innovativo sacchetto di carta per l’umido da raccolta differenziata, capace di migliorare la raccolta, in termini di peso, di qualità e di costi, essendo un materiale realmente compostabile al 100% e nei tempi conformi alla materia umida cui si accompagnano.
Si risolvono due questioni.

Si eliminano dalla fase di compostaggio i sacchetti di plastica biodegradabili, spesso di dubbia biodegradabilità, che sono comunque un elemento estraneo dentro la fase di compostaggio. Si supera, almeno per i sacchetti, il conflitto, non risolto, tra culture food e culture no food.
Attenzione: parliamo di un sacchetto arrivato a fine vita, ultimo passaggio del riciclo che invece può ancora essere riutilizzato per contenere l’umido. La sostituzione dei sacchetti biocompostabili con questi che sarebbero un rifiuto ma invece diventano ulteriormente un contenitore organico, è una soluzione innovativa per trasformare un rifiuto in risorsa. Come i principi dell’economia circolare auspicano e prevedono.

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Paola Nugnes

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