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Su Chiaiano avevamo ragione noi

13 novembre 2017

Oggi in Bicamerale rifiuti abbiamo audito Stefania Fanelli, rappresentante del Presidio permanente anti-discarica di Chiaiano-Marano, Andrea Caso, rappresentante del comitato cittadino di Marano e l’associazione Stop biocidio.

Su Chiaiano avevamo ragione noi.

Noi che ci opponevano alla costruzione di una discarica proprio lì, in una Riserva Naturale a ridosso di un quartiere di Napoli densamente abitato. La discarica fu costruita lo stesso a forza di manganelli, sangue e lacrimogeni. Ma le lacrime di allora non sono niente, di fronte alla situazione di abbandono di oggi, a distanza di undici anni.

Una risorsa preziosa per tutti è stata degradata a piaga ecologica.

Il problema non è limitato all’ex-discarica del poligono, dopo un decennio ancora in attesa della messa in sicurezza di emergenza: si sospetta che siano state riempite di rifiuti tutte le cave nei dintorni, disseminate nel Parco.

La discarica abusiva di Marano, a pochi metri da quella ufficiale di Chiaiano, è l’emblema di cosa sarà accaduto altrove.

Un sito dove, ancora a luglio scorso, si è generato un incendio per auto-combustione dalle oltre 500 mila tonnellate di rifiuti sversati, senza che sia stato realizzato né un impianto di captazione gas, né uno di raccolta del percolato.

Una discarica che, autorizzata in piena emergenza rifiuti per “trasferenza momentanea” dei rifiuti, ne ha invece ricevuti senza controllo dal 2006-2008, trasformandosi incredibilmente in una discarica abusiva, sotto gli occhi del commissariato di Governo.

Nessun progetto e nessuna caratterizzazione sono partiti. Il Comune non ha disponibilità finanziarie per operare in danno dei proprietari e la Regione, almeno per il momento, ha negato i fondi necessari.

 

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Paola Nugnes

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