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No alla nomina di Sammuri, sostenitore del ddl Sfascia Parchi

21 novembre 2017

Come è tradizione per ogni tramonto di legislatura, anche stavolta ci si affanna per distribuire e ricevere gli ultimi favori e le ultime nomine.

Adesso è arrivato il momento dei presidenti dei parchi. Il M5S si impegna da tempo per bloccare il ddl parchi, da noi ribattezzato Sfascia Parchi, per ora fortunatamente fermo al Senato.

Non possiamo quindi accettare che fra i nomi proposti nella lista dei presidenti, in particolare per l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ci sia quello di Giampiero Sammuri, strenuo sostenitore di una riforma devastante per i parchi del nostro Paese. Il nostro è un no categorico.

In barba alla meritocrazia, con questo disegno di legge il presidente e il direttore dei parchi non devono più avere una preparazione naturalistica: le loro nomine diventano delle cariche puramente politiche.

Mentre i parchi, a causa delle royalties per le attività permesse all’interno dei loro perimetri, rischiano di diventare delle aziende a scopo di lucro, mettendo in secondo piano i loro valori fondanti.

Proprio in questi giorni è stata inviata una missiva al governo, con le firme di Sammuri e  vari presidenti, vicepresidenti e commissari di parchi, per spingere verso l’ok definitivo dello Sfascia Parchi (che non ha convinto nemmeno la ragioneria di Stato) entro il termine della legislatura.

Li capiamo: le nomine in gioco con l’approvazione del ddl sono tante.

Ci provano fino all’ultimo, nonostante la maggioranza sia ormai fortemente indebolita dalla sconfitta in Sicilia, dalle divisioni interne al Pd, dai sondaggi colati a picco. Ma fino all’ultimo troveranno la nostra più ferrea opposizione.

 

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Paola Nugnes

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Paola Nugnes
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