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Come volevasi dimostrare: Bagnoli, 610 milioni andati in fumo. Ed è tutto da rifare

23 novembre 2017

Repetita iuvant. Oggi, su Repubblica, Sergio Rizzo scatta una fotografia impietosa di Bagnoli, elencando fatti e numeri che ci erano già tristemente noti.

E’ una storia che riassume il peggio dell’Italia: l’immane spreco di denaro pubblico, i danni per l’ambiente e la salute, la megalomania di opere assurde, l’inefficiente società pubblica che fallisce e le campagne elettorali fatte sulle macerie del disastro.

 

Una sceneggiatura già vista e rivista nel nostro Paese.

 

610 milioni sono già stati polverizzati, in cambio di una bonifica tutta ancora da fare e di strutture inutilizzate e già in rovina (come scrive Rizzo, dal magnifico centro benessere hanno rubato persino i lavandini).

Il conto di Bagnoli, secondo le stime citate da Rizzo, potrebbe arrivare a 1,4 miliardi: servono 340 milioni per la bonifica e 450 milioni per le infrastrutture. Senza considerare Bagnolifutura, fallita con 250 milioni di debito.

 

Ma la bonifica e le infrastrutture verranno mai realizzate?

 

Ad oggi, nonostante gli annunci spavaldi di grandi progetti in partenza, i soldi non ci sono.

A fronte dei numeri spaventosi delle stime per la bonifica e le infrastrutture, nel decreto fiscale vengono assegnati appena 27 milioni di euro a Bagnoli e resta dunque solo la legge di Bilancio per mantenere le meravigliose promesse di Renzi, che nel 2016 parlava di un investimento di 276 milioni e di 36 mesi per completare i lavori.

 

Come già detto, per ora l’unica garanzia per i finanziamenti necessari è quella di un generico “impegno politico”, espressione che ci fa venire i brividi, visti i risultati ottenuti a Bagnoli dall’ “impegno politico” negli ultimi 25 anni.

 

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Paola Nugnes

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