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Glifosato, per l’Ue non basta che sia “probabilmente cancerogeno”

28 novembre 2017

Il glifosato è un erbicida di proprietà della Monsanto, il più diffuso nel mondo. Il suo utilizzo parte dagli anni settanta del secolo scorso.

La prima normativa europea sul glifosato arriva nel 2002, con la raccomandazione di un aggiornamento periodico sui rischi per l’ambiente e la salute.

Dal 2012 parte il percorso di rivalutazione del glifosato.

 

 

Nel 2015, lo IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) inserisce il glifosato nel gruppo 2A, la lista delle sostanze “probabilmente cancerogene”.

L’anno successivo il glifosato viene trovato in 14 marche di birre tedesche.

E nelle ultime settimane stiamo parlando del glifosato contenuto in diversi marchi di pasta, italiana di nome, ma di fatto prodotta usando anche grani di provenienza straniera.

 

 

Da anni il M5S si batte per fermare l’utilizzo di questo erbicida.

A fine 2015 , passa una mozione del MoVimento 5 Stelle che impegna il Governo a vietare il glifosato in Italia, già bandito in altri stati, nonché a rendere obbligatoria l’indicazione in eticchetta di identità e quantità di tutte le sostanze utilizzate.

Il 17 maggio 2016, ho presentato un’interrogazione sull’inquinamento dei nostri laghi e dei nostri fiumi, il 63.9% dei quali (dati Ispra) è contaminato da ben 365 molecole diverse, con il glifosato in testa.

A giugno 2017, un milione di cittadini europei firmano per bloccare l’uso del glifosato nell’Ue. 

 

 

Incurante di tutto questo, che rappresenta solo una breve sintesi delle “puntate precedenti” sul glifosato, l’Ue ha dato l’ok all’uso del glifosato nei paesi comunitari, con il decisivo appoggio della Germania e con l’avvallo di Pd e Forza Italia.

Siamo ormai a fine legislatura e le promesse di questo governo sul glifosato sono finite, come tutte le altre, in un nulla di fatto.

 

 

Dovremo pensarci noi. Il programma nazionale Agricoltura del M5S prevede una riduzione progressiva dei pesticidi dai campi e quindi da quello che mangiamo e beviamo.

Quando saremo al governo, finalmente, gli interessi dei cittadini verranno prima di quelli delle multinazionali.

 

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Paola Nugnes

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