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La legge sugli ecoreati vuole un coordinamento nazionale di Polizia Ambientale

15 marzo 2018

Finiti i festeggiamenti per lo straordinario risultato elettorale del M5S, ora la nostra unica preoccupazione dev’essere l’attuazione del programma votato da circa 11 milioni di italiani.

 

Fra le prime sfide che affronterò personalmente c’è la mia proposta di legge n.1985, “Istituzione di un sistema nazionale interforze di controllo ambientale e delega al Governo per la riorganizzazione e il rafforzamento del Corpo forestale dello Stato”.

 

La riforma Madia della Pubblica Amministrazione (legge 104/2015) ha disposto l’accorpamento della Guardia forestale al Corpo dei Carabinieri (decreto 177/2016): un’operazione che da subito ha suscitato dubbi di costituzionalità e sulla quale pende il giudizio della Consulta, richiesto da una sentenza del Tar Abruzzo dello scorso agosto.

 

Non solo i presunti risparmi derivanti dall’accorpamento hanno suscitato le perplessità della Commissione Bilancio, ma procedere alla militarizzazione della Guardia forestale, le cui funzioni erano prevalentemente preventive e non repressive, ha causato una cronica carenza di uomini e mezzi con cui intervenire nelle situazioni di emergenza.

 

Ho già parlato dell’evitabile disastro dei roghi sul Vesuvio, ma il problema riguarda tutto il Paese: la scorsa estate abbiamo assistito impotenti agli incendi che hanno devastato il Sud. I danni sono stati amplificati dalla riforma Madia, a causa della quale sono stati tagliati i mezzi a disposizione: dei 32 elicotteri degli ex forestali, 16 sono stati assegnati ai vigili del fuoco (la maggior parte rimasta a terra, mentre mezza Italia bruciava, per problemi di manutenzione e di certificati) e 16 ai carabinieri, questi ultimi non utilizzati per il servizio anti-incendio.

 

Il ddl polizia ambientale rappresenta un passo successivo a quello fondamentale della legge sugli Ecoreati (68/2015): occorre  “strutturare un interforze investigativo, giudiziario e di accertamento,
sulla falsariga della Direzione nazionale antimafia, quale asse portante a livello nazionale
della difesa, della tutela e del controllo ambientale.”

 

Una riorganizzazione delle Forze di polizia ci permetterà finalmente di presidiare il territorio, tutelarlo e punire i reati contro l’ambiente, eliminando duplicazioni dei corpi e seguendo il principio della specializzazione per materia. La difesa dell’ambiente non può essere una delle tante cose da fare per i Carabinieri: merita un’attenzione particolare e delle risorse adeguate di uomini e mezzi.

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Paola Nugnes

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