Intervista a Stefano Ciafani, nuovo Presidente Legambiente

Secondo lei perché il nostro paese è così indietro?

Sul fronte governativo c’è un fortissimo ritardo culturale. Negli ultimi 15 anni la lotta al cambiamento climatico ha provocato svolte in Francia, poi con Obama negli Stati Uniti e ora in Cina con Xi Jinping. In Germania anche il centrodestra e le Grosse Koalition compresa l’ultima hanno messo al centro le politiche ambientali. In Italia invece abbiamo avuto il condono di Berlusconi (2003) e lo Sbloccaltalia (2014) di Renzi. Per fortuna però l’ultima legislatura ha prodotto anche molte cose buone.

Avete notato un cambiamento reale?

Sì, l’ultimo parlamento è quello che ha prodotto più leggi ambientali, tutte nate da proposte parlamentari, non governative. Un record storico: l’ecoreati (i delitti ambientali che sono finalmente entrati nel codice penale), lo spreco alimentare, le microplastiche vietate nei detersivi e i cotton fioc solo biodegradabili. Tutte votate tutte da una maggioranza trasversale fra Pd, M5s e Sel

Sta proponendo un’alleanza pro-ambiente per trovare una maggioranza e un governo nel nuovo parlamento che si insedia venerdì?

Nessuna proposta. Sappiamo benissimo che la legislatura che si apre ha un profilo di assoluta incertezza sul governo ma obiettivamente ha una maggioranza schiacciante di partiti attenti alle tematiche ambientali: M5s, Pd e Liberi e Uguali che hanno oltre il 60% dei seggi. Il lavoro che faremo sarà quello di tessere la tela per costruire disegni di legge che possano essere sorretti da questa maggioranza. Sarà una sorta di pacchetto di mischia per portare avanti le nostre battaglie.

E quali sono le leggi su cui puntate?

La prima è senz’altro lo stop al consumo di suolo, nella scorsa legislatura approvata alla Camera e stoppata al Senato. C’è un intero patrimonio edilizio da mettere in sicurezza puntando sulla rigenerazione urbana. Accanto a questo c’è da combattere l’abusivismo edilizio: il ddl Falanga sulle demolizioni era sbagliato: la potestà va tolta ai sindaci, troppo esposti alle proteste degli elettori, e va data allo Stato attraverso le prefetture. Infine è necessaria una fiscalità ambientale: aumentare le royalty per le trivellazioni, i canoni per lo sfruttamento delle sorgenti di acque minerali e i costi delle concessioni per gli stabilimenti balneari

 

Dall’intervista del ‘Manifesto’ a Stefano Ciafani, nuovo Presidente Legambiente.

Fontehttps://ilmanifesto.it/i-numeri-ci-sono-sia-la-legislatura-della-svolta-contro-labusivismo-edilizio/

Read More